Mar05212013

Last update09:10:39 AM

Back Sei qui: Home Itinerari e Guide Temi e categorie Guide Bellagio vista da voi: Laura e la passione per il giardinaggio

Bellagio vista da voi: Laura e la passione per il giardinaggio

I COMIGNOLI DI VILLA MELZI
CHIOSCO MORESCO
Giovanni Battista Comolli: dante e beatrice
il giardino orientale


Laura 34 anni pubblicitaria

Avevo finito di leggere da poco il mio ultimo libro "Dai diamanti non nasce niente" di Serena Dandini, un libro intenso che racconta storie di vita e di giardini. Non avevo mai amato particolarmente il girdinaggio, ma quelle pagine mi avevamo messo una gran voglia di trovarmi in un parco per scoprirne la vita pulsante.

E' così che in un weekend di maggio ho convinto la mia amica Sara a visitare il parco di Villa Melzi a Bellagio. Raggiungiamo l'ingresso della villa a piedi, percorrendo il lungolago già fioritissimo e colorato.
Per visitare la villa avevamo scelto di prenotare una guida, la fantastica Rita, che ha saputo condurci nel mondo di Villa Melzi. Infatti questa villa è davvero speciale, fu costruita tra il 1808 ed il 1812 per volere dal Duca di Lodi Francesco Melzi D'Eril, stretto collaboratore di Napoleone Bonaparte.
Ancora oggi la villa appartiene ai discendenti della famiglia, ed è l'unica sul Lago di Como a mantenere la sua originale funzione di residenza estiva. Infatti viene usata dalla proprietà per trascorrere le vacanze estive sul lago.

E' proprio questa la particolarità della villa e dei suoi giardini. Ancora oggi può capitare di incrociare i proprietari, visitandola se ne percepisce la vita pulsante, l'amore con la quale viene quotidianamente curata.
Visitare la villa non significa soltanto ammirare la bellezza del passato, ma riviverla, quasi impossessarsene per alcuni istanti.

Non appena entrate nel giardino, il nostro sguardo è stato rapito da uno spettacolo magnifico, gli occhi spaziano dal parco al lago fino alle montagne, da nord (prealpi) a sud fino ad Argegno dove il lago curva verso sinistra. Il parco di Villa Melzi rappresenta il primo esempio di giardino all'inglese sul Lago di Como. I giardini all'inglese prendono piede nell'800, e la loro particolarità risiende proprio nel fatto che l'impatto della mano dell'uomo viene minimizzato a favore di un aspetto naturale, non vengono creativi ostacoli alla vista, non ci sono siepi, cancellate e lo sguardo viene lasciato libero di esplorare lo spazio, preservando la visuale.

Il percorso inizia costeggiando il lago e l'azzurro contrasta con la macchia di colore delle azalee, che esplodono come fuochi d'artificio in cespugli dai colori vibranti. La guida ci spiega che siamo state davvero fortunate, perchè nella seconda decade di maggio, con la fioritura delle azalee, il parco raggiunge il culmine della sua bellezza.

Procedendo la nostra passeggiata ci siamo inoltrate nel giardino orientale con i suoi aceri giapponesi affacciati sul laghetto di ninfee. Io non me ne sarei più andata! Quello era lo spazio perfetto per il mio Yoga! Mi sono allontanata da Sara e dalla guida ed ho chiuso gli occhi...quanta quiete ed equilibrio in quell'angolo d'Oriente!

Abbiamo proseguito la nostra passeggiata sino a raggiungere il chiosco in stile moresco bianco e azzurro, segno dei viaggi in oriente della famiglia...come dice Sara giusto un souvenir!!
Qui, ci racconta la nostra guida, Josephine Melzi Barbò, consorte del duca Lodovico Melzi, era solita recarsi al chiosco per prendere il tè e ascoltare musica di fronte alla statua di Dante e Beatrice dello scultore Giovanni Battista Comolli. Il romanticismo della statua mi ha fatto sognare, sembra quasi voler ricordare all'osservatore che il Paradiso può essere ritrovato anche qui. La storia narra che proprio questa statua abbia ispirato l'opera Dante Symphonie del compositore Liszt, che era solito passeggiare in questi giardini.

Dopo una visita al museo dove sono custoditi cimeli del periodo napoleonico, il Duca Francesco Melzi D'Eril fu uno dei massimi esponenti della Repubblica Cisalpina, io scappo all'aperto al mio adorato sole, al profumo d'erba che incontra l'inconfondibile odore del lago. Continuiamo a camminare, Sara parla, parla, parla e non smette di fare domande alla guida. Io sono magicamente rapita dal parco e non riesco a non pensare ai 2 secoli di vita di questo parco, alla cura di esperti di giardinaggio che stagione dopo stagione hanno saputo curare questa magnifica vegetazione proveniente da luoghi lontani.

Mentre usciamo incrocio un uomo, mi dicono sia uno dei proprietari della villa, un discendente del Duca Melzi D'Eril... devo ammettere che non ho saputo resistere ed ho sognato di vivere lì, di passare in quel paradiso le mie vacanze estive...Ma per il momento abbiamo salutato Rita, che ci ha consigliato un bel ristorantino per il pranzo, e abbiamo lasciato la Villa alle nostre spalle.

Con la promessa che il prossimo aprile sarei tornata per la fioritura delle camelie!

 

AddThis Social Bookmark Button